Il Simposio, qui conservato come Συμπόσιον, è una delle opere attraverso cui la letteratura e il pensiero dell'antica Grecia continuano a parlare ai secoli successivi. Una sequenza di discorsi durante un banchetto trasforma l'amore da desiderio per un corpo in un'ascesa filosofica verso la bellezza e la verità.
Il Simposio è uno dei dialoghi socratici dell'antico filosofo greco Platone, allievo di Socrate. È considerato uno dei migliori dell'autore e una delle più belle creazioni della letteratura antica. La data di composizione è collocata dopo il 385 a.C. da tutti coloro che mettono in relazione i riferimenti alla dispersione dei Mantinei in vari villaggi.
Nel frattempo, prima delle tre parti, precede un prologo sotto forma di dialogo tra Apollodoro e alcuni suoi amici, ai quali l'autore deliberatamente non attribuisce alcuna caratteristica specifica, se non quella di essere ricchi e quindi non intellettuali di professione. Di questi ne parla solo uno, anch'egli anonimo, che spinge Apollodoro a narrare i discorsi sull'amore avvenuti al simposio di Agatone in occasione della sua vittoria ai concorsi drammatici delle Lenee del 416 a.C.
Il giovane poeta Agatone vinse il premio alle Lenee nell'anno 416 a.C., sotto l'arconte Eufemo (Ateneo 217a). Il giorno dopo invitò a un simposio tutti gli uomini preminenti della classe aristocratica di Atene, poiché il giorno precedente non avevano potuto partecipare alla festa. Al simposio presero parte Aristodemo, Fedro, Agatone, il medico Erissimaco, Pausania, Aristofane, Alcibiade e più tardi Socrate, che inizialmente esitava a partecipare e aspettava fuori dalla porta ascoltando i discorsi. Il nostro primo contatto con Socrate avviene a metà del testo, nel momento in cui appare al simposio. I presenti decidono di trascorrere la serata non con gozzoviglie sfrenate, ma in modo armonioso e dialettico, discutendo su un tema specifico. Il tema del simposio è dunque la ricerca della natura dell'amore: «cos'è l'amore?»
Quasi tutto il dialogo è sotto forma di narrazione da Apollodoro a un Compagno, un suo amico sulla strada per Atene. Apollodoro apprese della discussione da Aristodemo, che partecipò al simposio, e probabilmente Platone ne venne a conoscenza da suo fratello o dall'amico senza nome.
La discussione inizia con il discorso di Fedro, il quale sostiene che Eros è una delle divinità più antiche. Sebbene un amico fedele sia la più grande felicità, l'amore è ciò che ci spinge a compiere le azioni più eroiche.
Pausania, noto anche come compagno di Agatone, mette l'amore in relazione con la dea Afrodite e sostiene che, come Afrodite ha due nature, quella umana e quella divina, così anche l'amore ha due forme: l'amore carnale mira alla semplice soddisfazione, mentre l'amore superiore porta all'unione eterna con l'amato o l'amata.
Il medico Erissimaco, dal punto di vista medico, vede l'amore come una congiunzione di quattro forze erotiche che risiedono all'interno del corpo umano: il caldo, il freddo, l'amaro e il dolce.
Aristofane poi, prima di iniziare il suo monologo, avverte che ciò che dirà sarà più strano che divertente. Il suo discorso è una spiegazione del fenomeno degli innamorati che dicono di sentirsi "completi" quando trovano il proprio partner. Inizialmente spiega che bisogna comprendere la natura umana prima di cercare di esprimere l'origine dell'amore e come esso ci influenzi. L'amore nasce dal fatto che un tempo gli esseri umani avevano corpi doppi con due volti e, invece di due sessi, ne esistevano tre: gli uomini, le donne e gli androgini, che avevano corpo d'uomo ma anche di donna. Gli uomini traevano origine dal sole, le donne dalla Terra e gli androgini dalla Luna. Queste persone, a causa della loro grande forza, cercarono di conquistare l'Olimpo e gli dei stessi. Zeus inizialmente pensò di folgorarli, ma non voleva che gli dei perdessero i sacrifici che venivano loro offerti, quindi decise di tagliarli in due, con il risultato di separare i due corpi. Da allora gli esseri umani cercano la loro altra metà o essenzialmente il loro compagno. Gli uomini che sono stati separati da un altro uomo sono gli omosessuali, mentre le donne sono le lesbiche. Gli eterosessuali sono il risultato del taglio degli "androgini". Successivamente menziona che l'omofobia è un'idea ossimorica poiché egli stesso crede che gli omosessuali siano i più forti, citando come prova principale la loro presenza in politica. In seguito, Aristofane menziona il fatto che quando due anime gemelle si trovano, non desiderano più separarsi. Questo sentimento rimane un enigma ancora oggi. Infine, ci avverte di temere gli dei affinché non tornino a tagliarci di nuovo.
Accostarsi al Simposio nella sua lingua originale avvicina il lettore alle scelte di ritmo, argomentazione, immagine ed enfasi drammatica che le traduzioni devono inevitabilmente interpretare. L'opera non è importante solo perché antica: rimane un punto di riferimento vivo per scrittori, filosofi, storici, registi teatrali e lettori che affrontano questioni simili oggi.
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