Rapport d'indagine sul massacro della famiglia Lin Yi-hsiung

Rapport d'indagine sul massacro della famiglia Lin Yi-hsiung

di Commissione per la Giustizia Transizionale

Il 28 febbraio 1980 (69° anno della Repubblica), mentre il tribunale militare di Jingmei teneva un'udienza per il caso Formosa (il caso di ribellione n. 2 del 1980 contro Huang Shin-chieh e altri), Fang Su-min, moglie di Lin Yi-hsiung, si recò al tribunale per assistere alla seduta. Verso mezzogiorno, l'abitazione dei Lin, situata al numero 16, corsia 31, sezione 3 di Xinyi Road a Taipei, fu invasa da un aggressore che uccise la madre e le tre figlie di Lin Yi-hsiung, provocando tre morti e un ferito grave, una tragedia che sconvolse la società taiwanese. Sono passati quasi quarant'anni dal massacro (di seguito denominato "massacro della famiglia Lin"). Oltre all'indagine iniziale condotta dall'Ufficio di Polizia Criminale (CIB), nuove indagini sono state avviate nel 1996, 1998, 2007 e 2009 dal CIB e da altre agenzie, senza tuttavia riscontrare progressi significativi. A causa della mancata risoluzione, il caso è rimasto un mistero irrisolto.

Nel maggio 2018 è stata istituita la Commissione per la Giustizia Transizionale (di seguito denominata "la Commissione"), che ha immediatamente riaperto le indagini su gravi casi politici ai sensi della Legge sulla Promozione della Giustizia Transizionale. Nella società taiwanese persiste da tempo il sospetto che il massacro della famiglia Lin non sia stato un semplice caso criminale, ma un "omicidio politico".

Ulteriori deduzioni sono state espresse dall'ex vicepresidente Annette Lu nel suo libro: "In pieno giorno, specialmente quando i familiari degli imputati dell'incidente di Kaohsiung erano sotto stretta sorveglianza... se l'assassino fosse stato un comune criminale, sarebbe stato catturato subito. Com'è possibile che sia entrato indisturbato e abbia ucciso brutalmente quattro persone?". L'avvocato Chang Cheng-hsiung, che difese Lin Yi-hsiung, ha citato quattro motivi per ritenere che non si trattasse di un caso comune: 1. L'efferatezza dello sterminio dei familiari stretti; 2. La scelta del 28 febbraio come avvertimento politico; 3. L'audacia di agire alla luce del giorno restando in casa per 80 minuti, segno di una conoscenza dei movimenti della famiglia derivante da sorveglianza; 4. La natura sistematica del compito, attendendo sul posto ulteriori vittime. Per questi motivi, far luce sulla verità del massacro è uno dei compiti principali della Commissione.

La Commissione mira a riaprire l'indagine dal punto di vista della giustizia transizionale per chiarire se lo Stato sia responsabile del massacro stesso o del fallimento nel rivelare la verità dopo molteplici indagini. La priorità è determinare se lo Stato abbia adempiuto ai propri obblighi investigativi basandosi su documenti d'archivio, analizzando se vi sia stata conoscenza, intervento o partecipazione statale attraverso l'analisi della sorveglianza sui familiari e sull'abitazione di Lin. Il fulcro del rapporto è la "sorveglianza", poiché risponde sia alla responsabilità statale che ai dubbi dell'opinione pubblica. Le indagini precedenti non avevano considerato la sorveglianza statale come contesto cruciale, portando alla possibile perdita di prove fondamentali.

Il rapporto è diviso in tre capitoli: il primo delinea la metodologia e il legame con la giustizia transizionale; il secondo presenta i fatti emersi e le prove della sorveglianza; il terzo contiene le conclusioni.

Editore
促進轉型正義委員會
Pubblicato
2020-03-01
ISBN
978-986-5433-70-3

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