La Teogonia, qui conservata come Θεογονία, è una delle opere attraverso le quali la letteratura e il pensiero dell'antica Grecia continuano a parlare ai secoli successivi. Esiodo ordina le nascite e le battaglie degli dei dal Caos a Zeus, fornendo una mappa fondamentale della genealogia divina greca.
La Teogonia è un poema epico di Esiodo che descrive, a differenza delle cosmogonie di altri popoli orientali, l'origine degli dei della mitologia greca così come nacquero e si formarono nella percezione umana in seguito alle prime osservazioni insieme alla Terra (Gaia), ai fiumi, al mare sconfinato, alle stelle luminose e al vasto cielo sopra tutto. Si ritiene che sia stata scritta dopo i poemi omerici, che ne costituiscono la fonte, calcolando teoricamente la sua stesura intorno al 1000-700 a.C. La Teogonia di Esiodo è una fonte importantissima per l'antica mitologia greca, citando quasi tutte le divinità ideali che gli antichi greci rispettavano e onoravano.
Il poema è composto da 1022 esametri e inizia dalla prima generazione di dei, il Caos, Gaia, prosegue con Urano, i Titani e termina con gli dei dell'Olimpo e il loro predominio.
La Teogonia di Esiodo è una lunga sintesi di una vasta gamma di tradizioni greche locali riguardanti gli dei. L'opera è organizzata come una narrazione che riporta come sono stati creati gli dei, creando l'ordine morale precoce e regolato senza legislazioni.
Esiodo, dopo aver ringraziato le Muse per l'ispirazione ricevuta, spiega che spontaneamente apparve il Caos che diede vita alla prima Triade divina: Gaia (la Terra), come concetto di materia; il Tartaro, come concetto di tempo e morte; ed Eros, come concetto di creazione. In seguito, dal Caos scaturirono l'Erebo e la Notte (Nyx). Dall'unione della Notte con l'Erebo nacquero l'Etere e il Giorno. Gaia, per partenogenesi, generò Urano, gli Ourea (i Monti) e il Ponto.
Urano si accoppiò con Gaia e nacquero i 12 Titani: Oceano, Ceo, Crio, Iperione, Giapeto, Teia, Rea, Temi, Mnemosine, Febe, Teti e Crono; 3 Ciclopi: Bronte, Sterope e Arge; e infine 3 Ecatonchiri: Briareo, Cotto e Gige.
Quando Crono evirò Urano, gocce di sangue caddero sulla terra e così furono create le Erinni, i Giganti e le Melie. Successivamente gettò i genitali in mare e dalla schiuma nacque Afrodite. Nel frattempo, la Notte generò da sola Moro, i Sogni, il Destino, Eris, Momo, Filotes, la Vecchiaia, la Morte, le Moire, Nemesi, le Esperidi, Ipno, Oizys e Apate. Eris seguì le orme di sua madre e generò Ponos (il Dolore), le Battaglie, le Dispute, l'Omicidio, la Lotta, le Menzogne, i Litigi, la Carestia, la Malattia, i Giuramenti, le Storie, la Disobbedienza e la Rovina. Gaia sposò il Ponto e generò Forco, Ceto, Nereo e Taumante. Forco e Ceto si accoppiarono e generarono le Graie e le 3 Gorgoni (Steno, Euriale e Medusa). Medusa e Poseidone generarono Pegaso e Crisaore, che insieme a Calliroe generò Gerione. Nereo insieme a Doride generarono 50 Ninfe, le Nereidi. Taumante insieme a Elettra generarono Iride (l'arcobaleno) e le Arpie. Gaia con il Tartaro generarono Tifone che insieme a Echidna generarono Ortro, il cane di Gerione, la Chimera, l'Idra e Cerbero. Ortro e la Chimera generarono la Sfinge e il Leone di Nemea (allevato da Era). Oceano e Teti generarono 3.000 fiumi e 3.000 Oceanine. Teia e Iperione generarono il Sole (Elio), la Luna (Selene) e l'Aurora (Eos). Crio ed Euribia generarono Astreo, Pallante e Persete. Pallante e l'Oceanina Stige generarono i 4 Venti e le Stelle. Giapeto e Climene generarono Menezio, Atlante, Epimeteo e Prometeo.
Approcciarsi alla Teogonia nella sua lingua originale avvicina il lettore alle scelte di ritmo, argomentazione, immagine ed enfasi drammatica che le traduzioni devono inevitabilmente interpretare. L'opera non è importante solo perché antica: rimane un punto di riferimento vivo per scrittori, filosofi, storici, registi teatrali e lettori che affrontano questioni affini ancora oggi.
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