Madame Serpente Bianca imprigionata per l'eternità nella Pagoda Leifeng

Madame Serpente Bianca imprigionata per l'eternità nella Pagoda Leifeng

di Feng Menglong

Guida all'opera

Contesto dell'opera:
"Madame Serpente Bianca imprigionata per l'eternità nella Pagoda Leifeng" è inclusa nel ventottesimo volume dei "Racconti per ammonire il mondo" (Jingshi Tongyan) curati da Feng Menglong, con una prima data di pubblicazione circolante nel 1624. La "Leggenda del Serpente Bianco", familiare ai lettori odierni, non è un singolo romanzo fisso fin dall'antichità, ma un gruppo di storie riscritte ripetutamente attraverso copioni per cantastorie (huaben), opera teatrale, ballate (tanci), romanzi e adattamenti cinematografici. Questa versione selezionata è quella del Jingshi Tongyan: il protagonista maschile si chiama Xu Xuan, e Madame Bianca con Qingqing possiedono forti tinte demoniache; la narrazione finale obbedisce ancora alla struttura ammonitrice dello huaben. Elementi comuni in epoche successive come Xu Xian, il furto dell'erba immortale, l'allagamento del Monte Jin, la nascita del figlio e il sacrificio alla pagoda non devono essere considerati automaticamente presenti in questo testo originale.

Sinossi:
Xu Xuan, un giovane di Hangzhou, incontra Madame Bianca e Qingqing sotto la pioggia sul Lago Occidentale; il prestito di un ombrello porta gradualmente al matrimonio e a una serie di incidenti legati a tesori, autorità giudiziarie e poteri magici. Xu Xuan oscilla ripetutamente tra amore, paura e pressioni della realtà, mentre l'identità di Madame Bianca viene progressivamente messa a nudo dalle forze del monaco e del governo. È uno huaben di epoca Ming che intreccia vita urbana, leggende demoniache e ammonimenti morali.

Caratteristiche letterarie:
L'opera conserva tracce vivide dell'arte della narrazione orale: inizia con descrizioni del Lago Occidentale e aneddoti storici, il narratore inserisce occasionalmente giudizi, poesie e promemoria per l'uditorio, mentre la trama avanza attraverso incontri, doni, denunce, esili e ricongiungimenti. Lo spazio urbano è molto concreto: farmacie, barcaioli, uffici governativi, locande, templi e attività stagionali costituiscono il ritmo della storia. I titoli dei personaggi, le procedure giudiziarie e lo scambio di merci calano la storia di spettri in un ordine quotidiano riconoscibile. Rispetto alle versioni romanzate successive, questo brano descrive meno Madame Bianca come un'amante ideale puramente oppressa, lasciando coesistere seduzione, furto, punizione e avvertimento contro il desiderio; questa contraddizione, difficile da assorbire nella narrativa amorosa moderna, costituisce il valore della lettura del testo originale.

Adattamenti cinematografici

La leggenda del serpente bianco (1962)

Regista: Yue Feng / Produzione: Hong Kong
Cast principale: Lin Dai, Zhao Lei, Du Juan
Motivo della menzione: L'Hong Kong Film Archive lo elenca come la prima grande produzione della Shaw Brothers dopo il trasferimento agli Shaw Movietown, nonché il primo film a colori in formato widescreen diretto da Yue Feng.
Differenze con l'originale: Il film adotta lo stile dell'Opera Huangmei e il sistema leggendario tardo, aggiungendo scene come il furto dell'erba e l'allagamento del Monte Jin; questi non sono presenti nel testo originale del Jingshi Tongyan. Il personaggio assume il nome comune tardo di Xu Xian, mentre nell'originale selezionato si chiama Xu Xuan.

La leggenda del serpente bianco / Hakuja den (1958)

Regista: Taiji Yabushita / Produzione: Giappone
Doppiatori principali: Hisaya Morishige, Mariko Miyagi
Motivo della menzione: La Cinémathèque française lo presenta come il primo lungometraggio d'animazione a colori del Giappone, inserito tra le opere fondamentali dell'animazione giapponese.
Differenze con l'originale: Il film riorganizza la leggenda in una fiaba d'amore contrastato, aggiungendo animali compagni e avventure animate, tralasciando la struttura da huaben del Jingshi Tongyan composta da casi giudiziari, esilio e sentenze moraleggianti.

Versioni e traduzioni

Versioni principali:
Durante la lettura è necessario distinguere almeno quattro filoni testuali: il precedente "Cronaca delle tre pagode del Lago Occidentale" (Qingpingshantang Huaben), il presente "Madame Serpente Bianca imprigionata per l'eternità nella Pagoda Leifeng" (Jingshi Tongyan), le opere teatrali di Huang Tubi e Fang Chengpei del periodo Qing, e il successivo "Leggenda straordinaria della Pagoda Leifeng" con il sistema delle ballate tanci. Condividono personaggi o luoghi, ma cambiano nomi, causalità, posizione morale di Madame Bianca e finale. Questo testo corrisponde esclusivamente al volume 28 del Jingshi Tongyan, evitando di confondere i confini filologici con una presunta "versione completa del Serpente Bianco".

Consigli per la lettura:
I nuovi lettori possono prima verificare le azioni reali di Xu Xuan, Madame Bianca, Qingqing e Fa Hai in questo brano, per poi confrontarle con le versioni familiari di Xu Xian, Xiao Qing e l'allagamento del Monte Jin. Per il mercato giapponese è disponibile la traduzione e curatela di Ritsuko Inami; negli archivi francesi, le ricerche di Jacques Pimpaneau si riferiscono alle storie arcaiche del Qingpingshantang Huaben e non sono una traduzione integrale di questo brano. Le ricerche in tedesco, spagnolo, italiano, coreano e vietnamita rimandano per lo più a leggende generiche o titoli cinematografici, attualmente insufficienti per designare una traduzione integrale autorevole. Nella scelta di una traduzione, occorre verificare il titolo originale, il volume, il traduttore, se si tratti di un compendio e se il protagonista sia chiamato Xu Xuan o Xu Xian.

Autore e opera

Significato culturale:
Quest'opera si colloca nel punto cruciale in cui la storia del Serpente Bianco evolve da monito demoniaco a leggenda d'amore. Il palcoscenico e lo schermo moderni portano spesso il pubblico a simpatizzare con Madame Bianca, aggiungendo scene di salvataggio del marito, lotta contro Fa Hai e riunione madre-figlio; tornando al Jingshi Tongyan, si può osservare come lo huaben arcaico mobilitasse simultaneamente la paura del diverso, la curiosità per il desiderio urbano e l'avvertimento contro la perdita di controllo dell'ordine sociale. Dimostra inoltre che la "versione classica" di una leggenda popolare non nasce completa, ma si forma attraverso la competizione continua tra diversi media.

Rapporto tra autore e opera:
Nella compilazione dei "Tre scritti" (Sanyan), Feng Menglong riordinò, revisionò e pubblicò una grande quantità di huaben esistenti e nuovi; pertanto, questo brano dovrebbe essere attribuito a Feng Menglong come curatore/editore, senza attribuire interamente il tema millenario del Serpente Bianco alla sua creazione personale. Questa identità di curatore è la porta d'accesso per comprendere l'opera: aneddoti locali, formule dei cantastorie, giudizi morali e scene teatrali vengono organizzati in un testo completo, fornendo l'ossatura narrativa per il teatro Qing e il cinema moderno che verrà ripetutamente smontata, integrata e ribaltata.

Editore
BookAI
Pubblicato
1624-01-01

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