„Inno alla gioia“ (An die Freude) è una delle poesie più famose della storia della letteratura tedesca. Composta nell'estate del 1785 da Friedrich Schiller, si è evoluta nel corso dei secoli da un focoso inno all'amicizia a un simbolo globale di pace, libertà e fratellanza dell'umanità.
Ispirazione: L'ode era un'espressione di profonda gratitudine. Fu dedicata all'amico intimo e mecenate di Schiller, Christian Gottfried Körner, il cui generoso sostegno aveva salvato il poeta da una grave crisi finanziaria e personale.
Pubblicazione: La poesia apparve per la prima volta nel 1786 nella rivista di Schiller, Thalia. Nel 1808 fu pubblicata una versione postuma leggermente modificata. In questa versione, due versi della prima strofa furono cambiati (da „I mendicanti diventano fratelli dei principi“ a „Tutti gli uomini diventano fratelli“) e l'ultima strofa fu omessa.
Lo scetticismo tardivo di Schiller
Sebbene la poesia sia stata un successo sensazionale presso il pubblico, Schiller la considerò in modo molto critico in età avanzata. Nel 1800 scrisse in una lettera a Körner di ritenere l'Ode un fallimento. Definì l'opera „distaccata dal mondo“ e aggiunse che aveva valore „forse per noi due, ma non per il mondo, né per l'arte della poesia“. Riteneva che la poesia fosse troppo patetica e imperfetta.
La messa in musica di Ludwig van Beethoven
L'Ode ottenne la sua fama mondiale e immortale grazie a Ludwig van Beethoven.
La Nona Sinfonia (1824): Beethoven integrò la poesia nel 1824 nel finale, il quarto movimento della sua Nona Sinfonia in re minore (op. 125).
Adattamento del testo: Beethoven non utilizzò l'intero testo di Schiller, ma selezionò determinate strofe e le riorganizzò. Inoltre, aggiunse un'introduzione propria, cantata da un baritono solista: „O amici, non questi suoni! Ma intoniamone di più piacevoli e gioiosi“.
L'Inno d'Europa: Nel 1972 la melodia di Beethoven (senza il testo tedesco) fu dichiarata dal Consiglio d'Europa come proprio inno. Nel 1985 fu adottata dai capi di Stato e di governo dell'UE come inno ufficiale dell'Unione Europea. Simboleggia i valori di libertà, pace e solidarietà.
Rhodesia: Dal 1974 al 1979 l'inno nazionale Rise, O Voices of Rhodesia era basato sulla melodia di Beethoven.
Cile e Cina: I manifestanti cantarono la canzone durante la dittatura di Pinochet in Cile e la suonarono durante le proteste in Piazza Tienanmen nel 1989 a Pechino.
Caduta del Muro (1989): Il giorno di Natale dopo la caduta del Muro di Berlino, Leonard Bernstein diresse una storica esecuzione a Berlino in cui la parola „Gioia“ fu simbolicamente sostituita da „Libertà“.
Cultura Pop: Persino nella cultura giapponese (dove la Nona Sinfonia viene tradizionalmente eseguita in massa a dicembre come „Daiku“) e in anime famosi in tutto il mondo come Neon Genesis Evangelion (attraverso il personaggio Kaworu Nagisa), l'opera ha lasciato tracce profonde.
Franz Schubert (1815): Mise in musica la poesia con il titolo An die Freude (D 189) come lied per voce solista, coro e pianoforte.
Pëtr Il'ič Čajkovskij (1865): Compose una cantata per solisti, coro e orchestra in traduzione russa.
Johann Strauss II (1892): Il valzer Seid umschlungen, Millionen! si basa sul famoso verso del ritornello dell'Ode.
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