Il malato immaginario

Il malato immaginario

di Molière

Il malato immaginario è l'ultima opera di Molière, rappresentata per la prima volta nel 1673 al Théâtre du Palais-Royal di Parigi. Questa commedia-balletto fonde teatro, musica e danza grazie alla collaborazione del compositore Marc-Antoine Charpentier. È oggi considerata una delle più grandi commedie della letteratura francese e il culmine del genio comico di Molière.

La pièce racconta la storia di Argante, un borghese ipocondriaco ossessionato dalla propria salute. Convinto di essere costantemente malato, trascorre il tempo consultando medici e seguendo trattamenti assurdi. La sua paura della morte è così forte che vuole dare in sposa sua figlia Angelica a Tommaso Diafoirus, figlio di un medico, per avere un dottore in famiglia. Ma Angelica ama un altro uomo, Cleante. Nel frattempo, Belina, la seconda moglie di Argante, finge di prendersi cura di lui mentre in realtà aspetta solo l'eredità. Di fronte alla cecità del padrone di casa, la serva Tonina e il fratello di Argante, Beraldo, cercano di aprirgli gli occhi attraverso stratagemmi e messe in scena comiche.

Attraverso questo intreccio, Molière sviluppa una satira feroce della medicina del XVII secolo. I medici appaiono pedanti, meccanici e incapaci di comprendere realmente i pazienti. Parlano un latino incomprensibile, ripetono diagnosi assurde e applicano rimedi ridicoli come clisteri o salassi. Il celebre passaggio in cui Tonina, travestita da medico, risponde «Il polmone!» a tutti i sintomi di Argante riassume perfettamente questa critica a una medicina basata più sull'autorità e le consuetudini che sulla scienza.

Ma l'opera non si limita alla satira medica. Esplora anche temi universali come la paura della morte, la credulità umana, l'ipocrisia, il denaro e i rapporti familiari. Argante diventa prigioniero della sua ossessione al punto da non distinguere più le persone sincere da quelle che approfittano di lui. I medici sfruttano la sua paura, Belina manipola il suo affetto e la sua cecità minaccia la felicità della figlia. Come spesso accade in Molière, i giovani innamorati devono lottare contro l'autorità assurda di un padre dominato da un'idea fissa.

Il comico occupa un posto centrale nell'opera. Molière utilizza il comico di carattere attraverso l'ossessione morbosa di Argante, il comico di ripetizione con i discorsi meccanici dei medici, il comico di linguaggio grazie al latino grottesco e alle formulazioni esagerate, nonché il comico di situazione con travestimenti, equivoci e inganni. La cerimonia finale in cui Argante diventa medico in un falso rituale burlesco rappresenta una delle vette del teatro comico di Molière: il confine tra verità e teatro svanisce completamente, trasformando la medicina stessa in uno spettacolo ridicolo.

Quest'opera possiede anche una dimensione tragica particolare, poiché Molière era gravemente malato mentre interpretava il ruolo di Argante. Il 17 febbraio 1673, dopo una rappresentazione de Il malato immaginario, fu colto da un malore e morì poche ore dopo. Questa coincidenza tra l'autore sofferente e il suo personaggio ossessionato dalla malattia ha segnato profondamente la storia del teatro francese e ha contribuito alla leggenda di Molière.

Editore
BookAI
Pubblicato
2026-05-22

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