Il lontano e il vicino (Repin)

Il lontano e il vicino (Repin)

di Il'ja Efimovič Repin

«Il lontano e il vicino» è il libro autobiografico e di memorie di Il'ja Repin, diventato un monumento luminoso della letteratura russa di genere memorialistico. Sebbene la raccolta di saggi fosse stata preparata per la stampa già nel 1915 con la partecipazione attiva e sotto la cura di un caro amico dell'artista, lo scrittore e critico Kornej Čukovskij, il libro vide la luce solo nel 1937, sette anni dopo la morte dell'autore.

Il nucleo del libro è costituito dai ricordi vivi ed emotivi dell'artista sull'infanzia, gli anni di studio, i viaggi e, soprattutto, sulle persone con cui il destino lo ha fatto incontrare. La principale caratteristica letteraria di «Il lontano e il vicino» è la sua sorprendente qualità narrativa e la drammatizzazione degli eventi. Repin non scrive come un freddo cronista, ma come un drammaturgo: a qualsiasi episodio quotidiano, che sia l'arrivo di un ufficiale di polizia o la calca del pubblico a una mostra di Archip Kuindži, conferisce un'espressività scenica e una calda emotività.

Il libro consiste in una serie di saggi, ognuno dei quali è percepito come un'opera d'arte compiuta. Un posto centrale nelle memorie è occupato dai ritratti dei contemporanei. Ivan Kramskoj appare nelle pagine del libro non come una figura storica immobile, ma come un eroe appassionato e vivo di un racconto avvincente. L'artista Fëdor Vasil'ev, con cui Repin viaggiò lungo il Volga, è descritto come un giovane rumoroso e sfacciato, ma infinitamente talentuoso e affascinante. I saggi dedicati alla raccolta di materiali per «I burchiai del Volga» sono intrisi della poesia della giovinezza, del romanticismo della scoperta e di una profonda simpatia per il duro lavoro della povera gente.

Repin possedeva una memoria fenomenale per il parlato umano. I dialoghi nel libro «Il lontano e il vicino» sono scritti con un impeccabile senso della lingua. Tutti i personaggi — dai borghesi di Čuguev e i pescatori del Volga fino ai raffinati professori dell'Accademia di Belle Arti — possiedono caratteristiche linguistiche uniche. Il metodo di scrittura di Repin era strettamente legato alla creatività orale: prima di scrivere un saggio, raccontava più volte la storia agli ospiti di Penaty, affinando le intonazioni e verificando la reazione degli ascoltatori. Grazie a ciò, il libro ha conservato uno stile narrativo unico e un respiro colloquiale vivace.

Nei capitoli teorici del libro, Repin formula i suoi principali principi estetici. Egli proclama il culto della materia e della verità nell'arte, affermando che l'artista deve essere interessato all'essenza stessa della vita — «il corpo in quanto corpo», e non alla pura virtuosità del pennello o al pittoricismo fine a se stesso.

«Il lontano e il vicino» non è semplicemente l'autobiografia di un grande maestro, è un documento profondo, sincero e inestimabile di un'epoca, che rivela il mondo interiore di Repin e mostra un panorama della vita culturale russa della seconda metà del XIX secolo attraverso gli occhi del suo principale testimone oculare.

Editore
BookAI
Pubblicato
2026-05-22

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