Kotto: Being Japanese Curios, with Sundry Cobwebs

Kotto: Being Japanese Curios, with Sundry Cobwebs

di Lafcadio Hearn / 小泉八雲

Collezionare le sottili sensazioni del Giappone tra antichità, leggende e sogni

Il termine "Kotto" nel titolo di Kotto: Being Japanese Curios, with Sundry Cobwebs si riferisce ad oggetti d'antiquariato, curiosità e storie avvolte dal tempo. Questo libro raccoglie capitoli come "La leggenda di Yurei-Daki", "In una tazza di tè", "Ikiryo", "Shiryo", "La storia di O-Kame" e "Il mangiatore di sogni", spaziando tra storie di fantasmi, allegorie, folklore, sogni, curiosità quotidiane e saggi filosofici. La descrizione del catalogo di Project Gutenberg lo definisce come un'opera in lingua inglese sui costumi sociali e le storie bizzarre del Giappone. Rispetto a Kwaidan, che si concentra maggiormente sulle leggende di fantasmi, Kotto è come un cassetto pieno di vecchi oggetti: ogni pezzo porta con sé ragnatele, profumi, sensazioni tattili e storie incompiute.

L'autore, Lafcadio Hearn, nacque in Grecia nel 1850 e affinò la sua scrittura nel giornalismo americano, specializzandosi nel descrivere la vita degli immigrati, dei ceti popolari, la cultura creola e le credenze popolari. Questa esperienza gli permise, una volta arrivato in Giappone, di non vedere solo il "Giappone" istituzionalizzato, ma di prestare attenzione ai piccoli luoghi, alle vecchie storie, alle credenze comuni e ai dettagli sensoriali. Dopo il suo arrivo nel 1890, incontrò Koizumi Setsu a Matsue; attraverso la moglie e la gente del posto, ascoltò numerose leggende che trasformò in prose inglesi per un pubblico mondiale. Hearn morì nel 1904; Kotto, pubblicato nel 1902, è una delle opere della sua maturità letteraria giapponese.

Il rapporto tra Kotto e Hearn è come il catalogo della camera dei tesori spirituali di un autore nei suoi ultimi anni: egli organizza ciò che ha sentito, letto e provato durante il suo soggiorno in Giappone in una serie di brevi pezzi senza fretta di classificarli. Queste storie a volte sembrano racconti di fantasmi, a volte note folcloristiche, a volte frammenti di sogni; insieme presentano la capacità più affascinante di Hearn: scrivere la differenza culturale come un'atmosfera tangibile, piuttosto che come una fredda spiegazione. Paragonandolo a opere moderne, Kotto può essere accostato alla narrativa di Kyogoku Natsuhiko in Antsetsu Hyaku Monogatari, che si muove tra conoscenza, dicerie e bizzarrie, o allo sguardo di Fuyumi Ono in I dodici regni o di Kaho Nashiki sulla sensibilità antica, l'ordine invisibile e la spiritualità delle cose. È adatto ai lettori che vogliono entrare nell'immaginario fantastico giapponese attraverso gli "oggetti" piuttosto che attraverso una singola trama.

Editore
BookAI
Pubblicato
2026-08-25

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