«Poesie» è la prima raccolta poetica del poeta russo Apollon Nikolaevič Majkov, pubblicata a San Pietroburgo nel 1842. Proprio questo libro rese Majkov uno dei giovani poeti più notevoli dell'era post-puskiniana e gli valse un ampio riconoscimento da parte della critica. Per questa raccolta, l'imperatore Nicola I premiò il poeta con un premio in denaro e gli offrì l'opportunità di intraprendere un lungo viaggio in Europa.
La caratteristica principale del libro fu l'unione, insolita per la poesia russa dell'epoca, tra armonia antica, plasticità delle immagini e un vivido sentimento lirico. Majkov si rivolse all'estetica della poesia greca e romana antica, proseguendo le tradizioni di Batjuškov e Gnedič, ma lo fece non come un imitatore, bensì come un artista indipendente. I suoi versi sono pieni di luce solare, senso della misura, bellezza del corpo umano, della natura e dell'arte. Il mondo antico in Majkov non è un passato morto, ma una cultura viva, contrapposta alla povertà spirituale della modernità.
Particolarmente celebre divenne la poesia «Il Sogno», che il critico Vissarion Grigor'evič Belinskij definì un'opera degna di Puškin. Belinskij scrisse che nella poesia antologica Majkov «quasi superava» molti poeti russi del suo tempo. Egli ammirava l'«artisticità plastica» dei versi e li definiva un modello di vera arte:
«In Puškin stesso, questa poesia sarebbe stata tra i suoi migliori pezzi antologici».
La critica notò specialmente la straordinaria natura «ellenica» del talento di Majkov. Belinskij scrisse di lui:
«Guarda alla vita con gli occhi di un greco».
La raccolta divise lettori e critici in due campi. Alcuni vedevano in Majkov l'erede della chiarezza antica e dell'armonia puskiniana, altri lo rimproveravano per la freddezza e il distacco dalla vita contemporanea. Lo stesso Belinskij riteneva che nelle opere su temi antichi il talento di Majkov si rivelasse con più forza rispetto ai tentativi di scrivere poesia sociale e moderna.
Tuttavia, furono proprio le «Poesie» a gettare le fondamenta dell'intera carriera successiva del poeta. Già in questo libro emersero i temi principali della sua opera: la bellezza dell'arte, l'antichità, la natura, la filosofia della storia e lo scontro tra il mondo pagano e quello cristiano. In seguito, questi motivi si svilupperanno nelle sue grandi opere: «Tre morti», «Due mondi», «La morte di Lucio» e il ciclo «Schizzi di Roma».
La raccolta ebbe una grande influenza sullo sviluppo della «poesia pura» russa del XIX secolo. In seguito, Majkov sarà percepito come uno dei più importanti rappresentanti della corrente estetica, contrapposta alla letteratura sociale e rivoluzionario-democratica. I suoi versi furono molto apprezzati da Afanasij Afanas'evič Fet, Fëdor Michajlovič Dostoevskij, Jakov Petrovič Polonskij e molti compositori, tra cui Pëtr Il'ič Čajkovskij e Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov, che in seguito misero in musica le opere di Majkov.
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