Pubblicato nel 1782, Le relazioni pericolose di Pierre Choderlos de Laclos rimane uno dei romanzi più crudeli, raffinati e psicologicamente devastanti della letteratura francese. Presentato sotto forma di romanzo epistolare composto unicamente da lettere scambiate tra aristocratici, l'opera sviscera con precisione chirurgica i giochi di potere, desiderio, manipolazione e distruzione che logorano la nobiltà francese alla vigilia della Rivoluzione.
Al centro di questo meccanismo infernale si trovano due figure diventate mitiche: la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont. Ex amanti, alleati e poi nemici, trasformano la seduzione in un'arma strategica. Non cercano l'amore, ma il controllo assoluto degli altri. Cécile de Volanges, giovane innocente uscita dal convento, e Madame de Tourvel, donna sposata dalla virtù irreprensibile, diventano le vittime dei loro esperimenti morali e sessuali. Ma in questo mondo dove ogni lettera nasconde una maschera, i manipolatori finiscono essi stessi divorati dai propri giochi.
Il genio del romanzo risiede nella sua ambiguità. Laclos non condanna mai esplicitamente i suoi personaggi; li lascia parlare, mentire, sedurre e tradirsi da soli. Il lettore diventa allora giudice, voyeur e complice. André Malraux vedeva in Merteuil e Valmont «i primi personaggi della letteratura europea i cui atti sono determinati da un'ideologia». Questa idea spiega perché il romanzo sembri incredibilmente moderno: dietro gli intrighi libertini si nasconde una riflessione gelida sul potere, il narcisismo e la costruzione delle identità sociali.
Alla sua uscita, il libro scatenò un enorme scandalo. Molti vi videro un attacco diretto contro l'aristocrazia francese e l'ipocrisia dell'Ancien Régime. Eppure, alcuni nobili stessi — inclusa Maria Antonietta — ammirarono l'opera nonostante la sua reputazione scandalosa. Laclos aveva dichiarato di voler «scrivere un'opera che uscisse dalla strada ordinaria, che facesse rumore e che risuonasse ancora sulla terra quando lui non ci fosse più stato». Raramente una profezia letteraria è stata così esatta.
L'influenza de Le relazioni pericolose attraversa i secoli. Il romanzo ha ispirato innumerevoli adattamenti teatrali, opere, balletti, serie e film. La versione teatrale di Christopher Hampton del 1985 divenne un trionfo internazionale prima di essere adattata al cinema da Stephen Frears nel 1988 con Glenn Close, John Malkovich e Michelle Pfeiffer. Questo film, oggi considerato un classico del cinema britannico e hollywoodiano, ricevette diverse nomination agli Oscar. Miloš Forman diresse poi Valmont nel 1989, mentre Cruel Intentions trasportò la trama nell'America borghese degli anni '90, trasformando Valmont e Merteuil in adolescenti ricchi e tossici di Manhattan. Anche la Corea, la Cina o il Brasile hanno reinventato il romanzo nei propri contesti culturali.
Il libro ha inoltre segnato profondamente la critica letteraria moderna. Wayland Young scrisse: «Il semplice fatto di analizzare il libertinismo con tale maestria era sufficiente a condannare il libro». Quanto ad André Malraux, affermava: «Merteuil e Valmont sono senza precedenti». La loro eredità si ritrova oggi in innumerevoli figure di manipolatori eleganti e perversi, dal cinema psicologico contemporaneo alle serie moderne sulle élite tossiche.
Ma al di là dello scandalo e degli intrighi sessuali, Le relazioni pericolose resta soprattutto un romanzo sul linguaggio stesso. Le lettere vi diventano armi; ogni frase può sedurre, mentire, umiliare o uccidere. Laclos trasforma così il romanzo epistolare in un campo di battaglia psicologico. Due secoli dopo, questa guerra fredda del desiderio continua ad affascinare perché rivela qualcosa di intramontabile: dietro la civiltà, la cortesia e la raffinatezza, l'essere umano rimane capace delle forme più eleganti di crudeltà.
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