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── E se potessimo superare la velocità della luce, riusciremmo a raggiungere i confini dell'universo?
La questione se l'universo sia finito o infinito riguarda in realtà la sua forma. Se l'universo è nato davvero dal Big Bang, allora la distanza che la luce ha potuto percorrere fin dall'inizio è finita. Poiché la luce si diffonde in modo sferico in tutte le direzioni, è probabile che l'universo sia sferico; e se fosse sferico, sarebbe finito ma illimitato.
Questa forma "finita ma illimitata" è quella maggiormente accettata dalla comunità scientifica tradizionale.
── E se trovassimo un buco bianco, potremmo viaggiare nel tempo?
Gli scienziati ritengono che se il tempo scorresse all'indietro, tutto dovrebbe essere identico; quindi, se in un momento futuro la luce entra ma non esce (buco nero), deve esserci stato un momento nel passato in cui la luce usciva ma non entrava: questo è il "buco bianco".
Esiste un termine specifico per il passaggio tra un buco nero e un buco bianco, chiamato "buco grigio" (grey hole). Sebbene i buchi bianchi non siano ancora stati scoperti, il processo di esplorazione scientifica permette di scoprire o confermare continuamente nuove cose, ed è una delle esperienze più belle.
── E se andassimo su altri pianeti, potremmo ancora vedere magnifiche aurore?
Utilizzando il telescopio spaziale Hubble della NASA, gli scienziati hanno fotografato le aurore di Giove; usando invece i telescopi a infrarossi dell'Osservatorio Europeo Australe, è possibile osservare più chiaramente i fumi e le aurore sopra il polo nord di Giove.
Gli scienziati indicano che le aurore circondano l'asse magnetico di Giove, mentre questi fumi ruotano attorno all'asse di rotazione del pianeta al di sotto dell'anello aurorale, influenzati dai venti zonali che si muovono lungo la stessa latitudine.
── E se visitassimo la Luna, potremmo trovare un oceano?
Nel XVII secolo, lo scienziato italiano Galileo Galilei scoprì con il suo telescopio artigianale che la Luna era piena di crateri e irregolarità. Galileo pensava che le parti luminose e rialzate fossero terre emerse, mentre le zone scure e depresse fossero oceani, chiamandoli "mari lunari".
Con lo sviluppo delle tecnologie spaziali, si è scoperto che le parti luminose sono effettivamente altopiani, montagne e crateri da impatto, mentre le zone scure non sono oceani, ma vaste e basse pianure.
Nonostante ciò, il nome impreciso di "mare lunare" è ancora in uso oggi.
── E se trovassimo il nono pianeta, che aspetto avrebbe?
L'opinione degli esperti sull'esistenza di un nono pianeta non è unanime, e il punto di vista di Matsui Takafumi dell'Università di Tokyo è tra i più rappresentativi.
Matsui sostiene che, in base alle attuali teorie sull'origine del sistema solare e dei pianeti, sia difficile ipotizzare l'esistenza di un pianeta sconosciuto con una massa diverse volte superiore a quella della Terra. Al di là di Saturno, specialmente a distanze come quella di Plutone, la densità della materia planetaria è molto bassa e la formazione di un pianeta richiederebbe tempi lunghissimi, portando al massimo alla creazione di piccoli corpi con un raggio di poche centinaia di chilometri. Se esistesse davvero un pianeta di tale massa, le teorie attuali dovrebbero essere riviste.
── E se la Terra un giorno dovesse finire, come affronterà la sua morte?
Gli scienziati ritengono che nell'ultimo ciclo della sua vita, il Sole si trasformerà in una gigante rossa e brucerà i pianeti interni del sistema solare, inclusa la Terra. Gli astronomi Klaus-Peter Schröder e Robert Cannon Smith hanno proposto una cronologia dettagliata della distruzione della Terra.
Smith ha definito questa previsione "deprimente", ma ha aggiunto che "da un altro punto di vista, è una motivazione per trovare il modo di lasciare la Terra e colonizzare altre regioni della galassia". Ha inoltre affermato: "Sarei molto sorpreso se qualcuno, in un futuro articolo scientifico, trovasse un modo per salvare la Terra".
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