L'atteggiamento del Partito Comunista Cinese nei confronti della Mongolia Interna e del "Partito Rivoluzionario del Popolo della Mongolia Interna" (abbreviato in "PRPMI") ha subito diversi cambiamenti cruciali.
Nel mese di ottobre del 1925, il PRPMI fu fondato con il forte sostegno del "Partito Rivoluzionario del Popolo Mongolo", il partito al governo nella Repubblica Popolare Mongola, e del Comintern. All'epoca, il Partito Comunista Cinese espresse sostegno al diritto di autodeterminazione della nazione della Mongolia Interna, incoraggiando il PRPMI a lottare per tale causa. La "Dichiarazione al popolo della Mongolia Interna del governo centrale sovietico cinese" del 1935 affermava persino: "La nazione della Mongolia Interna può organizzarsi come meglio crede; ha il diritto di organizzare la propria vita, stabilire il proprio governo secondo i propri principi, unirsi ad altre nazioni in una federazione o separarsi completamente". Tuttavia, negli anni '60, dopo aver preso il potere e stabilizzato la situazione, il PCC cambiò radicalmente rotta, definendo il PRPMI un "partito separatista nazionale" come pretesto per epurare l'élite mongola e perseguitare i civili. Tra il 1967 e il 1969, quasi 500.000 mongoli della Mongolia Interna furono perseguitati, infliggendo un colpo devastante alla nazione mongola.
Nel 1969, prima del Nono Congresso Nazionale del PCC, il numero di mongoli che si recavano a Pechino per protestare contro le persecuzioni aumentò drasticamente. Per garantire il regolare svolgimento del congresso, il governo centrale emanò la "Direttiva 22 Maggio", che chiedeva la riabilitazione delle "brave persone" erroneamente colpite nell'incidente dell'epurazione del PRPMI. Il clima politico cambiò improvvisamente. Insieme all'"Ordine 28 Agosto" emanato dopo il congresso, che esortava i comitati rivoluzionari di frontiera a prepararsi contro le aggressioni (USA e URSS), la propaganda incentrata sull'epurazione dei mongoli fu sostituita da appelli all'unità contro i nemici esterni.
Questo cambiamento è evidente nei documenti governativi e nei discorsi dei leader: il regime autoritario del PCC aveva un forte carattere di "governo degli uomini", dove i discorsi dei quadri superiori, presentati come "opinioni" o "istruzioni", rappresentavano la volontà del governo ed erano vincolanti. Il mutamento dei documenti e dei discorsi rifletteva il cambiamento della politica nazionale.
Questo libro raccoglie documenti ufficiali e discorsi di numerosi leader del PCC durante l'incidente del PRPMI, suddivisi in due volumi. Il primo volume copre il periodo dall'aprile 1967 al luglio 1969, documentando il processo dal culmine dell'epurazione fino alle prime richieste di riabilitazione.
La serie completa "Archivi della Rivoluzione Culturale in Mongolia Interna" comprende cinque opere, tra cui raccolte di discorsi del generale Teng Haiqing e documenti sulle vittime dei vari distretti.
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