Storia:
Ignorando l'appello del padre per una vita sicura e moderata, Robinson Crusoe prende la via del mare e finisce per naufragare da solo su un'isola. Recupera attrezzi, tiene i conti, coltiva la terra, addomestica animali e legge i segni della provvidenza nella sua sopravvivenza. Anni di solitudine cambiano quando trova un'impronta e successivamente salva l'uomo che chiamerà Venerdì, costringendo il regno privato che ha costruito a confrontarsi con la paura, la compagnia, il potere e il ritorno.
Punti salienti della lettura:
La celebre avventura è anche uno strano ibrido tra diario di bordo, autobiografia spirituale, inventario ed esperimento economico. Crusoe conta quasi tutto, dai giorni alla polvere da sparo, cercando di interpretare ciò che non può essere controllato. I lettori moderni possono apprezzare l'ingegnosità e la suspense, esaminando al contempo i presupposti coloniali dietro il possesso, la denominazione, la conversione e il dominio.
Diretto da Luis Buñuel; Messico e Stati Uniti; con Dan O'Herlihy, Jaime Fernández e Felipe de Alba. O'Herlihy ricevette una nomination all'Oscar come miglior attore alla cerimonia del 1955.
In cosa differisce dal libro:
Il film si concentra sugli anni dell'isola e sulla solitudine visiva, riducendo i viaggi precedenti del romanzo, la fitta contabilità economica, la riflessione religiosa e i viaggi successivi.
Come scegliere un'edizione per la lettura:
Molte edizioni sono ridotte per bambini. Per il romanzo di Defoe, scegliete un testo integrale che mantenga l'originale titolo lungo e il materiale prima e dopo l'isola. Le note dovrebbero affrontare il commercio del XVIII secolo, la religione, la schiavitù e il colonialismo. Nelle traduzioni, verificate se il modo di parlare di Venerdì e gli elenchi pratici di Crusoe siano stati semplificati.
Daniel Defoe pubblicò Robinson Crusoe nel 1719, presentandolo con l'aria fattuale del resoconto personale di un viaggiatore. L'esperienza di Defoe nel commercio, nella politica, nel giornalismo e nelle controversie religiose aiuta a spiegare l'insolita miscela del romanzo tra avventura, contabilità, provvidenza e argomentazione. La sua enorme eredità ha contribuito a stabilire la narrazione dei naufraghi come genere, dando origine persino al termine Robinsonade.
Robinson Crusoe, capolavoro di Daniel Defoe, racconta le disavventure e la straordinaria sopravvivenza del suo protagonista, un giovane borghese inglese nato a York nel 1632. Spinto da una profonda irrequietezza e dal desiderio di esplorare il mondo, Robinson ignora i consigli paterni di condurre una vita tranquilla ed eguale e si imbarca. Dopo una serie di viaggi sfortunati, che includono la cattura da parte dei corsari africani, una periodo di schiavitù e la successiva fuga verso il Brasile, Robinson si stabilisce come piantatore di canna da zucchero, ottenendo una discreta prosperità. La svolta drammatica della sua vita avviene quando decide di partecipare a un viaggio navale verso l'Africa. Una spaventosa tempesta distrugge la nave al largo delle coste sudamericane e Robinson si ritrova a essere l'unico superstite, scaraventato sulle rive di un'isola deserta e sconosciuta. Inizialmente sconfortato dalla disperazione e dall'isolamento, il protagonista mobilita tutte le proprie forze per garantire la propria sopravvivenza fisica e mentale. Sfrutta il relitto della nave prima che affondi del tutto, recuperando utensili, armi da fuoco, polvere da sparo, provviste e monete d'oro e d'argento, di cui comprende subito l'inutilità in quel contesto primordiale. Nel corso dei primi anni, Robinson costruisce una dimora fortificata all'interno di una grotta, detta il suo "castello", e in seguito una seconda residenza estiva nell'interno dell'isola. Addomestica capre selvatiche, impara a coltivare l'orzo e il riso, modella vasi in terracotta e cuoce il pane. Una grave malattia lo conduce a un profondo risveglio spirituale e religioso, spingendolo a leggere regolarmente la Bibbia salvata dal relitto e a trasformare la propria percezione dell'isola da luogo di prigionia a teatro della Provvidenza divina. Dopo oltre vent'anni di solitudine, interrotti solo dalla compagnia di un pappagallo e di alcuni animali domestici, la tranquillità di Robinson viene sconvolta dalla drammatica scoperta di un'impronta di piede umano sulla spiaggia. Questo evento lo sprofonda nel terrore di essere scoperto dai "cannibali" delle terre vicine, che periodicamente approdano sull'isola per compiere i loro barbari rituali. Robinson rinforza le sue difese e vive per anni nella massima cautela. Nel suo ventiquattresimo anno di permanenza, riesce a salvare un giovane indigeno destinato a essere divorato. Lo chiama Venerdì, in ricordo del giorno del salvataggio, gli insegna l'inglese, lo converte al cristianesimo e ne fa un compagno fedele e devoto. Anni dopo, la situazione sull'isola si evolve ulteriormente quando Robinson e Venerdì intervengono nuovamente contro un altro gruppo di cannibali, riuscendo a trarre in salvo due prigionieri: uno spagnolo e il padre di Venerdì. La piccola comunità sull'isola si ingrandisce, e Robinson inizia a considerarsi scherzosamente il "sovrano" di un microcosmo multilinguistico e multireligioso. La svolta finale giunge con l'arrivo di una nave inglese, il cui equipaggio si è ammutinato contro il capitano. Robinson stringe un patto con il capitano legittimo: in cambio del suo aiuto per riprendere il controllo del bastimento, ottiene un passaggio verso l'Inghilterra. Attraverso una serie di stratagemmi e combattimenti, Robinson e i suoi alleati sconfiggono gli ammutinati e riconquistano la nave. Dopo ventotto anni, due mesi e diciannove giorni trascorsi sull'isola, Robinson salpa finalmente verso casa nel dicembre del 1686, portando con sé Venerdì. Tornato in Europa, Robinson scopre che le sue piantagioni in Brasile hanno fruttato una vera fortuna, rendendolo un uomo immensamente ricco. Dopo aver regolato i propri affari a Lisbona e aver affrontato un periglioso viaggio di ritorno via terra attraverso i Pirenei, dove assieme a Venerdì respinge l'attacco di lupi e orsi, si stabilisce in Inghilterra. Negli anni successivi si sposa, ha tre figli e, rimasto vedovo, continua ad assecondare la sua natura nomade intraprendendo nuovi viaggi, inclusa una visita alla sua vecchia isola, ormai diventata una prospera colonia.
Sono nato nell'anno 1632, nella città di York, da una buona famiglia, sebbene non di quel paese, essendo mio padre uno straniero di Brema, che si era stabilito prima ad Hull.Testo originale: I was born in the year 1632, in the city of York, of a good family, though not of that country, my father being a foreigner of Bremen, who settled first at Hull.Robinson Crusoe Chapter I. È l'incipit dell'opera e definisce l'identità borghese del protagonista, stabilendo il punto di partenza da cui si svilupperà l'intera parabola di isolamento e sopravvivenza.
O denaro! a cosa servi? Non vali per me — no, neppure la pena di raccoglierti da terra; uno solo di quei coltelli vale più di tutto questo mucchio; non ho alcun uso per te — rimani pure dove sei, e va' in fondo al mare come una creatura la cui vita non merita di essere salvata.Testo originale: O drug! what art thou good for? Thou art not worth to me—no, not the taking off the ground; one of those knives is worth all this heap; I have no manner of use for thee—e’en remain where thou art, and go to the bottom as a creature whose life is not worth saving.Robinson Crusoe Chapter IV. Illustra in modo emblematico come la solitudine e il contesto di sopravvivenza stravolgano i valori economici tradizionali, contrapponendo l'inutilità della ricchezza materiale al valore concreto degli utensili quotidiani.
Accadde un giorno, verso mezzogiorno, mentre andavo verso la mia barca, che fui oltremodo sorpreso dalla pedata di un uomo scalzo sulla spiaggia, che si vedeva chiaramente sulla sabbia.Testo originale: It happened one day, about noon, going towards my boat, I was exceedingly surprised with the print of a man’s naked foot on the shore, which was very plain to be seen on the sand.Robinson Crusoe Chapter XI. Rappresenta il punto di svolta drammatico e psicologico del romanzo, in cui la tranquilla autosufficienza del protagonista lascia il posto al terrore della minaccia esterna e dell'altro.
La mia isola era ormai popolata, e mi ritenevo molto ricco di sudditi; ed era una riflessione allegra, che facevo di frequente, quanto io somigliassi a un re.Testo originale: My island was now peopled, and I thought myself very rich in subjects; and it was a merry reflection, which I frequently made, how like a king I looked.Robinson Crusoe Chapter XVI. Sottolinea ironicamente e profondamente il tema del dominio e del colonialismo, mostrando la trasformazione psicologica di Robinson da naufrago ad assoluto sovrano del proprio micro-regno.
Tutta la tensione accumulata in quasi tre decenni di isolamento si scioglie nella sequenza decisiva in cui Robinson affronta gli ammutinati della nave inglese. Ciò che il protagonista riesce a negoziare con il capitano spodestato, il modo in cui gestisce i prigionieri ribelli e le scoperte economiche che lo attendono al suo ritorno nel mondo civilizzato costituiscono la vera e soddisfacente conclusione del suo percorso. Il modo esatto in cui riconquista la propria libertà e la veste con cui rivedrà la sua isola anni dopo sono gli snodi narrative più ricchi da scoprire direttamente nella lettura del testo.
La storia di Robinson Crusoe ha ispirato moltissime trasposizioni per il cinema e la televisione nel corso dei decenni. Una delle versioni più celebri è il film del 1954 diretto da Luis Buñuel, intitolato Robinson Crusoe, con Dan O'Herlihy nel ruolo del protagonista, interpretazione che gli valse una candidatura al Premio Oscar come miglior attore nel 1955. La pellicola di Buñuel si concentra quasi esclusivamente sugli anni trascorsi sull'isola e sulla rappresentazione visiva della solitudine psicologica del naufrago, riducendo drasticamente le sezioni del romanzo dedicate ai viaggi giovanili, alle riflessioni religiose e ai dettagliati calcoli economici presenti nell'opera originale di Defoe.
Assolutamente sì, poiché Robinson Crusoe non è soltanto un classico romanzo di avventura per ragazzi, ma un'opera complessa che ha contribuito a fondare il romanzo moderno. Oltre alla suspense legata alle tecniche di sopravvivenza e alla gestione delle risorse, la lettura del testo offre uno spaccato straordinario sulla mentalità del Settecento. Il lettore moderno può apprezzare la straordinaria inventiva e la resilienza del protagonista, analizzando al tempo stesso i presupposti coloniali, le dinamiche di potere e la visione del mondo economica e religiosa che caratterizzano l'opera di Daniel Defoe.
Il testo integrale dell'opera è disponibile direttamente su questa piattaforma. Potete iniziare subito la lettura per immergervi nella versione completa scritta da Daniel Defoe, godendo di ogni capitolo senza omissioni o semplificazioni ed esplorando tutte le sfaccettature della celebre avventura.
Robinson Crusoe trascorre sull'isola deserta un periodo complessivo di ventotto anni, due mesi e diciannove giorni. Durante questo lasso di tempo lunghissimo, la sua condizione si trasforma gradualmente da quella di un naufrago disperato a quella di un abile organizzatore capace di creare un vero e proprio microcosmo organizzato, scandito dalla coltivazione della terra, dall'allevamento e da una rigorosa scansione del tempo registrata attraverso incisioni su un grande palo di legno.
La scoperta dell'impronta di un piede umano sulla spiaggia rappresenta il principale punto di svolta psicologico e narrativo del romanzo. Fino a quel momento, Robinson aveva vissuto in una relativa tranquillità basata sull'autosufficienza e sul controllo del territorio. L'impronta rompe l'illusione della sicurezza e dimostra che l'isola non è del tutto protetta dalle visite esterne, facendo precipitare il protagonista in uno stato di costante ansia e paranoia che altererà profondamente le sue abitudini quotidiane per gli anni a venire.
Miva, il modo di leggere che viene dopo l'audiolibro
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