Orlando furioso (1928)

Orlando furioso (1928)

di Ludovico Ariosto

Pubblicato per la prima volta nel 1516 e completato definitivamente nel 1532, l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto è uno dei più grandi poemi epici del Rinascimento europeo e una delle opere fondamentali della letteratura italiana. Continuando l’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo, Ariosto trasforma il mondo cavalleresco medievale in un universo vastissimo dove convivono guerra, amore, magia, ironia e follia.

L’opera racconta la guerra tra i paladini cristiani di Carlo Magno e i Saraceni guidati da Agramante, ma il vero centro emotivo del poema è la follia di Orlando. Il più valoroso dei cavalieri perde infatti la ragione quando scopre che la principessa Angelica ama il giovane Medoro. Da questa ferita sentimentale nasce una delle immagini più celebri della letteratura occidentale: l’eroe invincibile ridotto a uomo disperato, incapace di controllare sé stesso. La “follia” di Orlando diventa così simbolo della fragilità umana, mostrando come persino gli ideali cavallereschi possano crollare davanti al desiderio e alla passione.

Accanto alla tragedia, Ariosto costruisce però un mondo pieno di meraviglia fantastica: ippogrifi volanti, castelli incantati, maghi, duelli impossibili e persino un viaggio sulla Luna, dove Astolfo recupera il senno perduto di Orlando. Questa libertà immaginativa influenzò profondamente la letteratura europea successiva, anticipando elementi del fantasy moderno e ispirando scrittori come Edmund Spenser, William Shakespeare, Jorge Luis Borges e Italo Calvino.

A differenza delle antiche epopee eroiche, Ariosto introduce un tono ironico e moderno. Il poema interrompe continuamente le storie, cambia prospettiva, scherza sui personaggi e commenta gli eventi con il celebre “sorriso ariostesco”, una voce narrativa elegante e disincantata che osserva le passioni umane senza idealizzarle. Dietro l’avventura cavalleresca emerge così una riflessione rinascimentale sull’instabilità del mondo, sull’illusione dell’eroismo e sulla natura mutevole dell’uomo.

L’influenza dell’Orlando furioso superò rapidamente la letteratura. L’opera ispirò pittori come Eugène Delacroix, compositori come Antonio Vivaldi e Georg Friedrich Händel, oltre a numerose opere teatrali e operistiche del Barocco. Ancora oggi il poema continua a essere reinterpretato nel cinema, nei fumetti, nei videogiochi e nella cultura popolare, confermando la sua straordinaria vitalità dopo cinque secoli.

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BookAI
Pubblicato
2026-05-22

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