Wild Justice di Ruth M. Sprague è un avvincente romanzo di narrativa dei primi anni '90 che scava nel sessismo sistemico e nelle lotte di potere istituzionali all'interno del mondo accademico. La storia segue la professoressa Diana Trenchant, un'accademica esperta della Belmont University, che si ritrova coinvolta in un'ingiusta udienza di licenziamento. Accusata di aver falsificato le valutazioni degli studenti, il caso di Diana espone l'ipocrisia di un'amministrazione universitaria che sembra ignorare reati molto più gravi commessi dai suoi docenti maschi. Attraverso una narrazione intrisa di umorismo e indignazione, Sprague svela meticolosamente le pratiche ipocrite e i pregiudizi di genere radicati che proteggono lo status quo. Mentre la difesa di Diana si dipana, i lettori assistono alle dinamiche distorte tra facoltà e amministrazione, alle meschine motivazioni dietro le accuse e alle azioni egoistiche di figure chiave come Henry Tarbuck e Lyle Stone, insieme alla complicità di altri come il professor Jonathan Bambridge. In definitiva, il romanzo evidenzia come la difficile situazione personale di Diana diventi una battaglia contro ingiustizie istituzionali profondamente radicate.
Punteggio di leggibilità: 73.4 (seconda media). Piuttosto facile da leggere.
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